GUERRA IN UCRAINA

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Ripercussioni della guerra in Ucraina   

Oltre all’incertezza sulle date di consegna dei materiali, l’attuale situazione ha anche portato a ingenti aumenti di prezzo. Questo dopo che il nostro settore si era già ritrovato, all’inizio dell’anno, a confrontarsi con prezzi più alti.

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Abbiamo interpellato alcuni rivenditori e ci siamo informati sulla situazione legale.    

Un sondaggio tra i rivenditori mostra che tra prezzi e consegne, in questo momento, regna un gran casino. Alcuni produttori hanno comunicato aumenti di prezzo con un preavviso da una settimana a dieci giorni, altri hanno decretato un aumento di prezzo da un giorno all’altro. Gli aumenti di prezzo sono tra il 10 e il 18%. La situazione è complessa e anche i fornitori si trovano sempre più spesso di fronte alla scelta “aumento di prezzo o mancata consegna”.     

Anche i costi di trasporto stanno aumentando. Per fare un esempio, un trasportatore dall’Italia ha informato di un aumento in media del 15%. Ci si deve aspettare che la situazione peggiori, si parla infatti di 100'000 camionisti ucraini che mancano dalle strade d’Europa poiché sono stati chiamati al servizio militare. La carenza di materiali da imballo continua.    

Come si svilupperà la situazione delle materie prime sta scritto nelle stelle: l’Ucraina è un importante fornitore della nostra industria, con il 30-40% delle riserve mondiali di argilla e caolino. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che nelle prossime settimane sarà già bello ricevere qualsiasi materiale.     
 

Situazione legale dei fornitori 

Un’inchiesta presso uno studio legale specializzato in diritto europeo rivela: 

  • In linea di principio, un aumento di prezzo deve essere annunciato un mese prima dell’aumento, come è stata consuetudine negli ultimi anni. 

  • La data dell’ordine non è la data in cui il fornitore elabora l’ordine, bensì la data in cui l’ordine viene effettuato. 

  • Se la data di ritiro non può essere rispettata a causa di ritardi nella produzione, l’aumento di prezzo non può essere addebitato, poiché il problema è esclusivamente del produttore o fornitore.  

   

Cosa possono fare i posatori e rivenditori di piastrelle? 

A quanto pare, i fornitori non sono attualmente conformi a queste specifiche (un’azione legale non sarebbe molto promettente e probabilmente tenderebbe piuttosto a peggiorare la relazione d’affari. Tutti gli attori coinvolti nel mercato sono attualmente sotto enorme pressione. La situazione viene chiamata “forza maggiore”, come viene descritta nel caso di situazioni di guerra o catastrofi naturali). 
 

In che modo possiamo reagire?    

  • Informare i clienti in merito all’attuale situazione 

  • Mantenere le validità delle offerte brevi  

  • Ordinare i materiali il più presto possibile 

  • Richiedere gli attuali prezzi netti con quantità e data di consegna desiderata 

  • Se necessario, verificare diversi fornitori 

  • Evitare di confermare i prezzi fino a quanto non è stato effettuato l’ordine. Specificare il periodo di validità, per esempio tre settimane al massimo  

  • Prevedere delle riserve sulle date di consegna  

  

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